Inconsapevole della mia stupenda predisposizione a preparare le valige

Vi racconto del mio ultimo viaggio… Marrakech7 giorni per organizzare tutto e partire.

Ho sempre ammirato la poca ansia con il quale mia madre magistralmente, per ogni viaggio, preparava le valigie. Mi sono detta allora “ma si” sono pronta anch’io a non farmi prendere dall’ansia. Voglio godermi questa esperienza che oltretutto sognavo di vedere da anni.

Marrakech, oramai una delle città, forse più turistiche per gli europei. E’ un luogo dove cibo, arte, colori e religiosità si amalgamano perfettamente e creano un connubio perfetto per il turista prima e per la persona.

Marrakech

Le vie strette e color terra di Marrakech nell’interno della Medina

La parte interna del nostro Riad

Marrakech

Vista dell’esterno del Riad, dalla nostra camera

La nostra bellissima camera al Riad

My Favorite Photo

Marrakech è un mix tra energia e colore. Riscalda l’anima e ti lascia qualcosa di unico.

L’impatto iniziale non vi nego che sia a dir poco strano. Per noi europei forse anche un pelino traumatico inizialmente, ma poi ho sentito una frase e mi sono sentita subito a casa. La ragazza che ci ha accolte al MonRiad dove eravamo ospiti mi dice: “guarda Marrakech o la ami o la odi“. Io ho scelto l’opzione dell’amore e per questo adesso vi parlerò di lei come se parlassi di una persona. Una sorta di colpo di fulmine, uno di quegli amore improvvisi e travolgenti. Non si possono fermare, ti prendono e ti portano via. Uno di quegli amori che non sai che esistono fino a quando non li senti sulla tua pelle. Ci hanno accolto come una famiglia, un Té alla menta, tipicamente marocchino e su sorriso. Questo è quello che più mi ha fatto innamorare di questa città. I loro occhi spesso sembrano tristi e forse un po di malinconia c’è, ma poi quando ti sorrido, ti scaldano il cuore.

I colori stupendi di Marrakech

Marrakech

Entrata del MonRiad

Il profumo di quella città trasmette una storia così bella da essere quasi irrazionalmente è perfetta.

Marrakech è tutto quello che non pensavamo potesse esistere, i suoi colori unici. La gente del posto ti guarda e i loro occhi ti raccontano una storia. I vecchi, forse un po infastiditi da tutta questa tecnologia, schivano le foto per paura che le loro mogli si possono arrabbiare, ci sono sguardi persi, freddi, alcune volte misteriosi. Ma forse questo è il bello di Marrakech. Una persona che ti guarda, che non parla la tua lingua, non crede al tuo Dio, ma che ti rispetta.

MonRiad – Visto dai miei occhi

Marrakech

MonRiad visto dall’alto

La cena tipica marocchina – cous cous e verdure

Marrakech non è un super hotel stellato, ma un Riad nel cuore della Medina. Marrakech è il rintocco della sirena alle 4 di notte che ti sveglia per il momento della preghiera.

Ebbene si, per loro, essere fedeli, significa dedicarsi alla preghiera, al rispetto della loro religione. Abbiamo chiesto, se ci fosse una moschea visitabile dai turisti. Ma parlando con loro, ci hanno spiegato, che per essere buoni mussulmani, bisogna essere “degni”. Questo significa, rispettare tutti i rintocchi delle preghiere. Solo chi lavora con il pubblico, può sacrificare il richiamo alla preghiera, ma solo se totalmente impossibilitato. Tranquilli la prima sera (quando circa alle 4.45 la sirena suonerà per 10 minuti), vi spaventerà e non capirete cos’è, quel rumore che improvvisamente spacca il silenzio. Ma già la seconda sera, non ci farete più caso. Io per esempio, mi fermavo ad ascoltare. Un pomeriggio ho anche fatto un piccolo video per ricordarmi la sensazione. Vi sembrerà follia, ma quel suono mette i brividi. Improvvisamente questa Marrakech caotica, piena di suoni, si ferma in un rispettoso silenzio. Dove eravamo noi, nel cuore della Medina, il suono è straziante quasi. Avete presente quei film di guerra, dove ad un certo punto, c’è la sirena che suona forte per avvisare del coprifuoco?!? UGUALE. 

Marrakech

Una notte abbiamo dormito in un vecchio Riad che sembrava assomigliare alla foresta.

La prima notte siamo stati catapultati nel mondo dei sogni. Dopo vari muri, che si assomigliavano tutti, abbiamo trovato una piccola porticina, la ragazza che ci accompagnava, ha girato la chiave e aprendo la porta. Un sogno! Non bastano parole per descrivere quello che, i miei occhi hanno visto quella sera. La mattina, la luce dell’alba, riscaldava la struttura centrale del Riad e splendeva il sole. Stava iniziando il nostro primo giorno a Marrakech.

I tetti di Marrakech

Altra indiscrezione per voi.

Lo sapete perché, le case a Marrakech non hanno finestre ma semplicemente delle piccole fessure dal quale entra pochissima luce?! Il motivo è tutto costudito nel clima estremamente caldo del periodo estivo. Le loro strutture architettoniche sono studiate per non far entrare nelle case il caldo vecchio scirocco.

Il nostro primo giorno inizia così… una colazione sul tetto del MonRiad.

Baci.

Federica Paola Muscella